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Logogramma o simbolo convenzionale

Segni che costituiscono fenomenologicamente un logogramma, solitamente individuati nelle seguenti sottocategorie:

  • logogrammi propriamente detti: segni che rappresentano direttamente un’intera parola o un concetto, pienamente integrati nel sistema scrittorio corrente — la cui eventuale origine straniera è sincronicamente opaca al copista e al lettore (e dunque non classificabili come eterogrammi).
  • numerali: segni che rappresentano direttamente quantità.
  • simboli convenzionali: segni tachigrafici o abbreviativi (es. note tironiane).
  • glifi speciali: segni presenti sul supporto con funzione ausiliaria o di formattazione (es. separatori di parole, punteggiatura antica).

Il termine “ideogramma”, diffuso nella letteratura tradizionale, è qui trattato come sinonimo di logogramma. La distinzione teorica tra i due termini — il primo riferito alla rappresentazione di concetti, il secondo di parole — è considerata dalla linguistica moderna non operativa in pratica, poiché ogni segno logografico è sempre ancorato a una lingua specifica.

Nello scrivere il logogramma è bene seguire le convenzioni di trascrizione del testo in uso; ciò significa a esempio che in caso di traslitterazione in alfabeto latino scientifico di testi in sistemi di scrittura complessi, come per la maggior parte delle lingue iraniche e semitiche, l’eventuale simbolo o sequenza Unicode rappresentante visivamente il logogramma è da apporre come valore alle chiave di metadato dipl (o diplomatic), riservata a contenere i segni intesi a rappresentare in maniera fedele l’aspetto del logogramma. Gli esempi più sotto mostrano chiaramente come applicare questa convenzione.

Panoramica

NotazioneAST ConcettualeResa cartacea
&𝑆×𝑁;fₛ=fₗ;…&`LexicalUnit([𝘜], LinguisticAnalysis[
fₖ:fₗ,…])`𝑆×𝑁
  • 𝑆 = qualunque segno (carattere Unicode) ∉ STOP_SET (cf. Catalogo tecnico dei simboli) altrimenti preceduto dal carattere di escape \.
  • 𝑁 = numero di caratteri (rappresentato da segni o cifre).
  • fₛ["gf", "graphic", "function"] = etichetta per la funzione grafica.
  • fₗ["lg", "logogram"] = valore della funzione grafica segnalante un logogramma.
  • fₖ = chiave canonica per la funzione grafica derivata dall’etichetta corrispondente.

Sintassi

Qualunque sequenza di caratteri Unicode costituente il logogramma seguita da un punto e virgola ;, seguita da una delle chiavi indicanti la funzione grafica (graphic, function o gf), un segno di uguale = e il valore lg (o logogram); il tutto racchiuso tra e commerciale &…&.

Esempi

NotazioneResa cartacea
&DINGIR;
gf=lg;
ts=DINGIR;
read=šiu-;
dipl=𒀭&
DINGIR𒀭šiu-lgunknown:ts=DINGIR
≺
gf=lg;
ts=pr;
read=pr;
dipl=𓉐&
pr𓉐prlgunknown:ts=pr
&𐆖;
gf=lg;
ts=denarius;
read=denarius;
dipl=𐆖&
𐆖𐆖denariuslgunknown:ts=denarius
&⁊;
gf=lg;
ts=et;
read=et;
dipl=⁊&
etlgunknown:ts=et
&nwk';
gf=lg;
read=nōg;
ts=nwk';
dipl=𐭻𐭻𐭸;
pos=num&
nwk'𐭻𐭻𐭸nōglgnumunknown:ts=nwk'
&D̄;
gf=lg;
ts=Dominus;
read=Dominus;
dipl=D̄&
Dominuslgunknown:ts=Dominus
&☧;
gf=lg;
ts=Χριστός;
read=Χριστός;
dipl=☧&
Χριστόςlgunknown:ts=Χριστός

Rese EpiDoc

NotazioneEpiDoc (XML)
&DINGIR;
gf=lg;
ts=DINGIR;
read=šiu-;
dipl=𒀭&
<ab>
    <w xml:id="gen-0" type="lg">DINGIR</w>
    <note target="#gen-0" type="reading">šiu-
    </note>
    <note target="#gen-0" type="unknown:ts">DINGIR
    </note>
</ab>
&pr;
gf=lg;
ts=pr;
read=pr;
dipl=𓉐&
<ab>
    <w xml:id="gen-0" type="lg">pr</w>
    <note target="#gen-0" type="reading">pr
    </note>
    <note target="#gen-0" type="unknown:ts">pr
    </note>
</ab>
&𐆖;
gf=lg;
ts=denarius;
read=denarius;
dipl=𐆖&
<ab>
    <w xml:id="gen-0" type="lg">𐆖</w>
    <note target="#gen-0" type="reading">denarius
    </note>
    <note target="#gen-0" type="unknown:ts">denarius
    </note>
</ab>
&⁊;
gf=lg;
ts=et;
read=et;
dipl=⁊&
<ab>
    <w xml:id="gen-0" type="lg">⁊</w>
    <note target="#gen-0" type="reading">et
    </note>
    <note target="#gen-0" type="unknown:ts">et
    </note>
</ab>
&nwk';
gf=lg;
read=nōg;
ts=nwk';
dipl=𐭻𐭻𐭸;
pos=num&
<ab>
    <w xml:id="gen-0" type="lg" pos="num">nwk&apos;</w>
    <note target="#gen-0" type="reading">nōg
    </note>
    <note target="#gen-0" type="unknown:ts">nwk'
    </note>
</ab>
&D̄;
gf=lg;
ts=Dominus;
read=Dominus;
dipl=D̄&
<ab>
    <w xml:id="gen-0" type="lg">D̄</w>
    <note target="#gen-0" type="reading">Dominus
    </note>
    <note target="#gen-0" type="unknown:ts">Dominus
    </note>
</ab>
&☧;
gf=lg;
ts=Χριστός;
read=Χριστός;
dipl=☧&
<ab>
    <w xml:id="gen-0" type="lg">☧</w>
    <note target="#gen-0" type="reading">Χριστός
    </note>
    <note target="#gen-0" type="unknown:ts">Χριστός
    </note>
</ab>

Analisi strutturale (AST concettuale)

NotazioneAST
&DINGIR;
gf=lg;
ts=DINGIR;
read=šiu-;
dipl=𒀭&
LexicalUnit[meta]
  Plain("DINGIR")
&pr;
gf=lg;
ts=pr;
read=pr;
dipl=𓉐&
LexicalUnit[meta]
  Plain("pr")
&𐆖;
gf=lg;
ts=denarius;
read=denarius;
dipl=𐆖&
LexicalUnit[meta]
  Plain("𐆖")
&⁊;
gf=lg;
ts=et;
read=et;
dipl=⁊&
LexicalUnit[meta]
  Plain("⁊")
&nwk';
gf=lg;
read=nōg;
ts=nwk';
dipl=𐭻𐭻𐭸;
pos=num&
LexicalUnit[meta]
  Plain("nwk'")
&D̄;
gf=lg;
ts=Dominus;
read=Dominus;
dipl=D̄&
LexicalUnit[meta]
  Plain("D\u{304}")
&☧;
gf=lg;
ts=Χριστός;
read=Χριστός;
dipl=☧&
LexicalUnit[meta]
  Plain("☧")